SPORT&TEMPO LIBERO

TuriSvago, la app per turisti sempre informati

Dall’iniziativa di un imprenditore cagliaritano nasce un’idea originale per promuovere sagre, iniziative, eventi e strutture ricettive

di Marcello Floris

Informare puntualmente i turisti sulle attrazioni da poter visitare e su quali iniziative sono in programma sul proprio territorio, prima e durante la loro permanenza nei luoghi di villeggiatura, senza che siano loro a dover sempre effettuare delle ricerche. Ugo Maccioni, imprenditore e informatico per passione, scommette su una nuova applicazione che cammina in questa direzione e che – auspica – “potrebbe aprire una nuova frontiera del modo di viaggiare, soprattutto in una regione, la Sardegna, che ha un gran bisogno di far conoscere le proprie qualità al mondo”. 

Fin da quando era ragazzo, Maccioni ha lavorato nelle attività di famiglia, una stazione di rifornimento di carburante e un’agenzia di assicurazioni a Burcei, paesino arroccato nelle montagne a Nord-Est di Cagliari. “Le nostre attività sono proprio all’ingresso del paese – racconta Maccioni – per cui mi capita spesso di incontrare tanti vacanzieri interessati a una gita nel bosco o a un pranzo tipico come diversivo rispetto alla solita giornata al mare. Molti di loro, provenienti dalla penisola, vogliono conoscere curiosità sulla nostra zona, cosa si può vedere nei dintorni, quali sono le nostre tradizioni, dove e quando si svolgono le sagre. Oppure vogliono sapere dove poter mangiare qualcosa di tradizionale o dove poter trascorrere una notte perché non sanno bene cosa fare e dove andare: è un qualcosa di impensabile al giorno d’oggi. Da qui è nata l’idea di creare Turisvago, una app in grado di poter dare tutte le informazioni necessarie agli utenti”. 

Come funziona TuriSvago e come si distingue dalle altre piattaforme? 
"TuriSvago si differenzia dagli altri perché fa promozione e non ricerca. Prendiamo per esempio Google, un motore di ricerca che posso consultare per sapere se c’è un agriturismo o un b&b nelle vicinanze; restituisce le informazioni che trova sul web, ma non valorizza di per sé quelle strutture che verranno mostrate in base alla loro indicizzazione. In poche parole dipende da quante volte è stata cercata su internet quella struttura. Stessa cosa avviene per le sagre o gli spettacoli. TuriSvago, invece, funziona diversamente. Tutti gli enti e le aziende turistiche (Pro loco, associazioni, ristoranti, alberghi) che hanno effettuato la registrazione avranno visibilità, saranno suggeriti ai potenziali clienti in base alla propria posizione. Si può effettuare comunque anche una consultazione per regione, provincia, città o per tipologia di evento". 

Quindi dal punto di vista dell’utente, ciò significa avere informazioni puntuali su cosa offre il territorio in termini di eventi e di ricettività. 
"Certamente. La nostra app è stata realizzata in modo da promuovere e stimolare l’internauta, che in pochi minuti potrà conoscere, per esempio, i dettagli di una fiera che si svolgerà il giorno dopo a 50 chilometri rispetto al punto in cui si trova, vedere le immagini delle passate edizioni, sapere immediatamente la strada da prendere per arrivare, dove mangiare e dormire. Tutto in un’unica applicazione".

Quali sono i costi per l’amministratore o l’imprenditore che si rivolge a voi? 
"Essendo una start up abbiamo deciso di offrire il profilo gratuito per 12 mesi a tutti coloro che vorranno essere presenti su TuriSvago. Alla scadenza il rapporto si può rinnovare al costo di 100 euro".

Parliamo un momento anche della tua storia di imprenditore. Segui diverse attività e in ambito web Turisvago non è la tua prima creazione: qualche anno fa hai realizzato un’altra app che ha avuto molto successo sulla piattaforma Apple. 
"E’ vero. Qualche anno fa mi sono appassionato all’informatica e da autodidatta sono riuscito a pubblicare alcune app su Apple Store; una di queste, iReg per Apple Watch, ha avuto parecchio successo in diversi stati. Negli Usa ho potuto godere di una recensione da parte di un blog americano che ha fatto schizzare la popolarità del prodotto. Da lì hanno iniziato a conoscermi poi in altre parti del mondo, dall’Inghilterra all’Australia e ho venduto molte app. Una grande soddisfazione per un semplice ragioniere!".

La tua esperienza dimostra che possono nascere buone idee anche lontano dalla Silycon Valley. E che con passione, volontà e capacità si può creare qualcosa di interessante anche partendo da un piccolo paese della Sardegna. La differenza, semmai, la fanno gli investimenti.
"Esatto. In ogni caso, quando si ha un sogno nel cassetto, un’idea o un progetto, bisogna partire sempre con la voglia di realizzarlo: la determinazione è la differenza tra chi riesce e chi il sogno lo lascia invece nel cassetto. Naturalmente avere capitali a disposizione è un grosso aiuto e anche la fortuna spesso fa la sua parte".

Che obbiettivi ti sei posto per il prossimo futuro? 
"Turisvago ha voglia di crescere e di far bene, diventare il portale più importante d’Italia sarebbe una meta, ma non il traguardo finale. Continuiamo a lavorare per migliorarci, intanto andiamo per step e già entro il 2018 l’app verrà rilasciata anche in lingua inglese per poter essere utilizzata anche dai turisti stranieri". 

Parlando di turismo, cosa ritieni che manchi alla Sardegna per fare il salto di qualità?
"Il turismo in Sardegna, ma anche nel resto d’Italia, è una ricchezza da valorizzare. Abbiamo tanto da offrire in termini di patrimonio culturale e di bellezze naturali, dalle spiagge alle montagne, che aspettano solo di essere fatte conoscere nel modo migliore. E’ un industria che potrebbe aumentare i suoi volumi considerevolmente se esistessero sistemi di promozione più coordinati e politiche di sostegno più lungimiranti. La Sardegna nello specifico non è organizzata a sufficienza per proporsi come regione turistica, a parte alcune località costiere più conosciute. Abbiamo la necessità di allargare l’offerta alle zone interne e di allungare la stagione oltre i mesi estivi, migliorare viabilità e servizi, spesso carenti per colpa della burocrazia. La corretta presenza online, poi, come detto, può contribuire molto a un più ampio sviluppo".